Comunicazione: dalle pubbliche relazioni alle digital Pr

C’era una volta l’agenzia di pubbliche relazioni. E insieme ad essa esisteva il mondo delle comunicazione vecchio stampo, quella, per capirci, precedente all’avvento della digitalizzazione. Inevitabilmente, le nuove tecnologie di rete hanno sconvolto, distrutto e ricostruito una vastissima parte della quotidianità e delle relazioni sociali. Il modo di comunicare, i tempi di produzione e di ricezione, le dinamiche di confronto e quelle di pubblicizzazione hanno subito una radicalizzazione inimmaginabile fino a solo pochi anni prima. Le pubbliche relazioni si sono evolute in digital Pr e, con esse, è stato rifondato il modo di fare advertising.

Cos’è cambiato

Fino all’esplosione di internet, il ruolo di chi lavorava nelle public relations era decisamente meno complesso e gli strumenti a disposizione del professionista, certamente, molto più limitati. Il rapporto con la stampa, locale nella maggior parte dei casi, era fondamentale e, al di là della carta stampata, della radio, delle tv di quartiere, della cartellonistica non c’erano altri canali di divulgazione significativi.

Il web ha imposto un cambio di struttura alle realtà del settore Pr. Internet ha portato con sé i siti web, quindi i blog aziendali e, poi, i social network. Nell’arco di relativamente pochi anni, chiunque di noi si è trovato nelle condizioni di poter parlare a un pubblico pressoché illimitato.

L’attività di chi oggi si occupa di digital Pr si basa sulla gestione simultanea di tutti quei canali; include la creazione e la gestione dei rapporti con tutti quegli esponenti della comunicazione online quali blogger, influencer, personalità dei social network e con il pubblico, che ora non è più passivo destinatario ma partecipa attivamente a un dialogo tra se stesso e il brand. Quest’ultimo non è più inaccessibile: può essere criticato, può interagire con i propri utenti, intessere relazioni e scambiare opinioni.

Così è diventata molto più ampia e strutturata l’attività di audit, quella che un tempo era meramente rassegna stampa. Il monitoraggio, l’ascolto del web, sono vere e proprie discipline, da portare avanti giorno dopo giorno per mantenere alta l’attenzione su ciò che succede nella rete e su come la gente reagisce al lavoro svolto. Ciclicamente.

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