Quando ci assale l’’ansia fino a tramutarsi in panico

Accade ad un’altissima percentuale di italiani di essere assaliti dagli attacchi di panico.

Uno studio approfondito è riuscito a stabilire che sono circa dieci milioni gli italiani che hanno vissuto –almeno una volta nella vita- un attacco di panico. Sempre dalla statistica si può determinare il fatto che per la metà di loro si tratta di un momento episodico mentre per gli altri, l’estemporaneità si tramuta in vera e propria malattia. Sono comunque oltre un paio di milioni gli italiani che soffrono di ripetuti attacchi di panico, fobie e ansia con un abbassamento della loro qualità di vita.

Chi non ne ha mai sofferto, tende a credere che l’attacco di panico sia una mera ‘illusione’ mentale ma questa convinzione è totalmente errata in quanto i sintomi sono oggettivamente fisici con una significativa tachicardia, sbandamenti e sensazione di svenimento, carenza di aria, tremolii, vampate alternate a brividi, dolori alle reni.

Sono, a tutti gli effetti, episodi di intensa paura che salgono all’improvviso e che sono lo zenit di uno stato di ansia già presente.

Coloro che ne sono colpiti sono concordi a definirli come una terribile esperienza che condiziona negativamente la propria esistenza.

Perché proprio a me?

Chi viene assalito dagli attacchi di panico e soffrendo le conseguenze negative che ne derivano, non può fare a meno di chiedersi perché ciò sia accaduto proprio a loro.

Rispondere non è semplice ma, non considerando scientificamente valide le ipotesi ‘destino’, ‘karma’, ‘sfortuna’ ect., si può dire che le ragioni possono risiedere all’interno di tante specificità non per tutti uguali: una significativa sensibilità emotiva, una somma di patimenti dai quali sono stati originati stress di differente natura, uno stile di vita sregolato e pieno di eccessi che ha ridotto la capacità di ammortizzare i rovesci della vita e altro ancora.

Dall’inferno si può uscire

Gli attacchi di panico, per quanto violenti e ripetitivi, possono essere sconfitti attraverso le cure di uno psicologo a Milano. A seconda del loro spessore, un medico specialista può considerare l’opportunità di trattare il caso, utilizzando sia uno specifico trattamento farmacologico, che la psicoterapia per  trattare il problema del paziente insieme ad uno psicoterapeuta che risulta essere un aiuto fondamentale per indicare il giusto percorso all’interno di una terapia cognitivo-comportamentale.
Questo abbinamento è quanto di meglio si possa proporre per risolvere problemi di panico e agorafobia ma deve essere sempre gestito da uno specialista che possa indicare la giusta dieta farmacologica.

Questa si basa su due tipologie di farmaci che sono benzodiazepine e antidepressivi che, non raramente, vengono utilizzati insieme.

A seconda dell’entità della forma di panico in atto, il medico può decidere di utilizzare il solo benzodiazepine che, tuttavia, pur risolvendo gli attacchi temporanei non ne elimina le cause.

I più comuni utilizzano molecole come alprazolam, clonazepam, etizolam e lorazepam che risultano essere efficaci laddove accompagnati da una psicoterapia che ne eviti la dipendenza dagli stessi.

Anche gli antidepressivi hanno guadagnato un ruolo importante nella cura degli attacchi di panico, tra i quali la clorimipramina, gli inibitori delle mono amino ossidasi e quelli inibitori del reuptake della seretonina come la sertralina, il citopram, la fluoxetina ect.

Importante è avere fiducia nel proprio medico e nel cammino che farà intraprendere al paziente.

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