Digital PR: da cosa non si può (più) prescindere

digital_pr

Oggi non è più possibile parlare di pubbliche relazioni o di comunicazione aziendale senza parlare di internet: è la rete, oggi, a dettare l’agenda di ogni agenzia di pubbliche relazioni Milano, Roma o Torino. Le attività di digital PR sono complesse, presentano dinamiche completamente dissimili da quelle della comunicazione vecchio stile e hanno portato alla nascita e alla consacrazione di figure professionali che, fino a pochi anni fa, non esistevano su alcun dizionario. Ecco le attività da cui un’azienda sensibile alla propria reputazione pubblica non può più prescindere.

Monitoraggio del sentiment

Un’attività che deve essere costante e mai dismessa e quella dell’analisi del sentiment del proprio pubblico. Oggi sono gli utenti a suggerire temi, argomenti e soluzioni commerciali, esprimono pareri, chiedono servizi, protestano quando qualcosa non va come dovrebbe, e vengono ascoltati. Ogni impresa deve sempre essere a conoscenza della propria reputazione presso il pubblico, sapere dove migliorare e come sviluppare servizi in linea con le esigenze del proprio target. Può farlo tramite i social, i blog, l’analisi dei commenti su community di settore.

Essere presente sui canali principali

La presenza di un brand in rete deve essere capillare. Essere presente su tutti i principali canali non significa, meramente, possedere un profilo sui social, un blog o un sito web bensì affermare la propria presenza su tali canali. In che modo? Ovviamente, attraverso i propri contenuti.

Perseguire la qualità

I contenuti, però, devono apportare reale valore per l’utente ed essere percepiti come di qualità. Punto di incontro tra i primi due punti è, appunto, la produzione di materiale digitale sviluppato sulla base delle esigenze del pubblico e condiviso nel modo più ampio possibile.

Non trascurare la SEO e le PR

Pubblicati i contenuti, occorre fare in modo che essi siano in grado di raggiungere gli utenti. In fase di realizzazione, occorre tenere sempre a mente le buone norme di SEO copywriting: selezione delle keyword, titoli performanti, uso appropriato dei link, dei sottotitoli e della formattazione. Poi segue la fase della creazione di engagement: per sospingere e diffondere il proprio marchio è necessario intercettare gli influencer del settore, creare interazioni sui social, intervenire presso le community di settore, farsi conoscere, costringere la gente a notarvi.

You must be logged in to post a comment.